Ragusa — La violenza contro le donne è ancora un problema culturale e strutturale, e i dati si rivelano ancora troppo preoccupanti. I dettagli per l’Italia.
di Ludovica Fusca
Alle porte della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre, torniamo a ribadire che è fondamentale intervenire per cancellare e prevenire la struttura culturale che consente di applicare la violenza di genere.
A oggi, i casi di morti per violenza di genere ed eterocispatriarcale registrati in Italia per quest’anno – 2025 – è di ottantanove. Il numero include:
- 76 femminicidi;
- 3 suicidi indotti di donne;
- 2 suicidi indotti di due ragazzi trans;
- 1 suicidio indotto di una persona non binaria;
- 1 suicidio indotto di un ragazzo;
- 6 casi in fase di accertamento.
A questi numeri, si aggiungono 67 tentati femminicidi e almeno due figlicidi, di due ragazzi uccisi dal padre.
Tra le persone uccise, la vittima più giovane aveva un anno, la più anziana novantatré – età media della vittima: cinquantacinque anni.
Secondo i dati Istat, il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila).
Però, dietro a questi dati, dietro a questi numeri, ci sono persone, vite e le storie che le accompagnano. E il fattore che le unisce è una cultura dello stupro che legittima la violenza di genere e che, pertanto, va abbattuta. Uno degli strumenti fondamentali per farlo è l’educazione e la sensibilizzazione.
Il fatto stesso che molte donne subiscano più forme di violenza contemporaneamente – “violenza multipla”: fisica, economica, psicologica – indica che non si tratta sempre di episodi isolati, ma di dinamiche strutturali.
Non tutti casi però sono denunciabili e visibili. La violenza ha un peso di portata immensa per chi la subisce.
La rivoluzione in merito al tema della violenza di genere non può attendere: gli interventi sono necessari già nell’immediato, perché il fenomeno va placato. Si tratta di una piaga sociale e culturale intollerabile, e il cambiamento va fatto attraverso ogni canale possibile, dal linguaggio all’azione.
Last modified: Novembre 18, 2025
