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Sulla paura e la Terza Guerra Mondiale

Ragusa (lunedì, 2 marzo 2026) — Mentre nella prima serata di sabato qualcuno festeggiava il trionfo di San Da Vinci a Sanremo, gli Stati Uniti e Israele hanno avviato l’operazione “Roaring Lion”, bombardando l’Iran. Il pretesto è quello di preservare la sicurezza mondiale, ma di fatto l’operazione ha alimentato il terrore dello scoppio di un terzo conflitto mondiale.

di Ludovica Fusca

Sabato 28 febbraio 2026 gli Stati Uniti e Israele hanno avviato l’operazione “Roaring Lion” — “Leone ruggente” –, bombardando l’Iran. Il pretesto è quello di preservare la sicurezza mondiale, ma di fatto l’operazione ha alimentato il terrore dello scoppio di un terzo conflitto mondiale, che torna come un’onda sin dalla Guerra Fredda.

Nei bombardamenti, decine di studentesse di una scuola elementare iraniana sono rimaste uccise, e qualche ora dopo è giunta la conferma della morte di Ali Khamenei, il leader supremo iraniano. Nel frattempo, i bombardamenti hanno raggiunto anche i paesi adiacenti, rendendo virali i video dei missili sopra a Dubai e bloccando il traffico aereo sull’area.

La controffensiva iraniana non si è fatta attendere, con il lancio di missili sulle basi statunitensi presenti sul Golfo — Emirati Arabi, Quatar, Bahrein e Kuwait — e sui siti israeliani.

L’attenzione è centralizzata sulle armi nucleari: queste, da un lato sono state il “capro espiatorio” per giustificare l’attacco da parte di USA e Israele, e allo stesso tempo torna, ancora una volta, la paura di un’escalation a conflitto mondiale, nel quale verrebbero impiegati, appunto, gli armamenti nucleari. Albert Einstein disse: “I do not know how the Third World War will be fought, but I can tell you what they will use in the Fourth: rocks” — “Io non so come sarà combattuta la terza guerra mondiale, ma posso dirvi che cosa useranno nella quarta: pietre”.

Di fatto, non sappiamo se stia davvero scoppiando la Terza Guerra Mondiale: sappiamo, però, che temerla e domandarselo ogni giorno è la vera parte del problema. Non è giusto e non è normale svegliarsi con notizie di guerre e uccisioni determinate dai giochi di potere. Il popolo non dovrebbe essere terrorizzato dalle scelte di chi li governa, ma il contrario.

La paura è un’arma, e si combatte con consapevolezza e conoscenza. Il mondo dell’informazione ha una responsabilità enorme, e affidarsi a fonti accurate e affidabili ci aiuta a rimanere vigili.

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Last modified: Marzo 2, 2026
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